Turismo di prossimità: dove andremo nei prossimi mesi?

Un’analisi della situazione attuale vista con i miei occhi

La stagione estiva è ormai alle porte, ma quest’anno è ancora avvolta da una nube di incertezza e paura che ha paralizzato un intero settore.

La motivazione ha un solo nome: COVID 19. Un virus che è arrivato a scombinare le nostre vite e i nostri piani. In questo articolo, però, non voglio parlare di rischi contagi e di problemi economici di sorta. Non sono nè un medico, nè tantomeno un economista e sono sempre stata dell’opinione che ognuno debba fare il suo mestiere e permettersi di parlare solo del suo settore.

Quindi mi limiterò a parlarvi di turismo, non solo da guida turistica, ma da dottoressa in Scienze del Turismo, cosa della quale a volte mi dimentico. Sarà perché purtroppo si considera ancora il settore di viaggi e vacanze come un non – lavoro. E questa cosa mi manda parecchio in bestia. Ma parliamo di prospettive future, perché prima o poi il futuro busserà alla nostra porta, e noi dobbiamo farci trovare preparati.

Una stradina del magico borgo di Locorotondo (BA)

La bellezza a portata di mano: turismo di prossimità e prospettive future

Non sappiamo ancora se e quando potremo spostarci. Alcuni parlano di una possibile riapertura il 3 giugno. Eppure, nonostante dovrei esultare, preferirei andarci cauta. Parleremo di date quando ci sarà un decreto scritto. Nel frattempo, progettiamo.

E progettiamo un turismo che ci faccia scoprire quello che abbiamo attorno a noi. Quante volte ci è capitato di metterci a progettare un viaggio e il primo pensiero è andato ad una lontanissima meta esotica? O ad una capitale europea che manca alla nostra collezione? Ci è capitato tante volte, lo dobbiamo ammettere.

E se non fosse necessario spostarsi di milioni di chilometri per trovare tutto questo? In Italia siamo fortunati. Le mete paradisiache, le città d’arte e i borghi fuori dal tempo, sono a portata di mano. Ed è da questi che dobbiamo ripartire. Ecco, questo è, in poche, semplici parole il turismo di prossimità.

Uno scorcio della via principale di Martina Franca (TA)

Ripartire dall’Italia: dove andare?

L’estate 2020 sarà l’anno dei viaggi brevi, possibilmente in regione. Sarà l’anno dei Borghi e, secondo la classifica dell’associazione Borghi d’Italia, la nostra Nazione ne conta circa 271. Insomma, non proprio un numero da sottovalutare. La sfida sarà quella di capire come contingentare le visite in questi posti, spesso caratterizzati da stradine strette e ripide. Potrebbero tornare, secondo me, i tanto odiati tornelli, che per quanto possano sembrare limitanti, in questa occasione potrebbero aiutarci.

Sarà l’anno dello Slow tourism, del turismo lento, di cui ho già parlato tempo fa in questo articolo. Non dobbiamo avere fretta. Se c’è una cosa che la quarantena ci ha sicuramente insegnato, questa è il valore del tempo. Abbiamo imparato ad apprezzare i dettagli, abbiamo imparato che fare meno attività al giorno, ma magari attività di qualità, non è un atteggiamento sbagliato, anzi. Dobbiamo trasferire questo nuovo mood anche ai nostri viaggi. E questo è un bene. Assaporare i luoghi lentamente significa rispettarli, viverli veramente, senza affannarsi solo a collezionare foto o luoghi instagrammabili.

Sarà l’anno degli agriturismi, come precisato benissimo in questo articolo del La Repubblica. L’agriturismo è, per eccellenza, un luogo dove è semplice stare all’aperto, da soli o in piccoli gruppi, senza creare alcun assembramento.

In questa visione si inserisce bene l’offerta degli agriturismi, settore in cui l’Italia è leader mondiale con 24mila strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola in grado di offrire 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola deserti per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno, secondo le ultime elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Ovviamente, occorre anche far sì che gli agriturismi italiani, come tutte le strutture ricettive, vengano aiutati a mettere tutto in sicurezza, a fornirsi di DPI, e tutte quelle procedure alle quali ormai siamo abituati.

Sarà l’anno dei Parchi Nazionali e della passeggiata o il trekking en plain air, all’aria aperta. E anche in questo campo, noi italiani ci difendiamo benissimo.

Come ha dichiarato il Presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, in questa intervista al Touring Club Italiano:

Il turismo di quest’estate sarà necessariamente un turismo italiano, per le note motivazioni. Le aree protette hanno il vantaggio rispetto a tante altre situazioni di poter offrire tanti spazi all’aria aperta, una condizione ideale per gestire la limitazione del contagio. I parchi di tutta Italia potranno offrire questa grande opportunità, sia come fruizione individuale sia come fruizione collettiva.

Distanziamento assicurato e tanta organizzazione anche per le attività, come le visite guidate, che vanno prenotate in anticipo, saranno i punti cardine del rilancio dei Parchi Italiani anche nel 2020.

Il sorriso di chi ha appena finito un percorso di trekking in Val di Sole – Trentino Alto Adige

Il turismo di prossimità è davvero la risposta giusta?

Nì, sicuramente è una risposta a breve termine. Da anni si parla di turismo lento, di riscoperta dell’Italia, eppure i numeri più importanti li facciamo grazie ai tanti stranieri che amano la nostra nazione. Quindi, dal punto di vista economico, il turismo di prossimità andrà bene almeno per limitare i danni, ma prima di essere davvero fruttuoso deve entrare nella testa degli italiani stessi. Dobbiamo convincerci che la nostra nazione è davvero la più bella del mondo, e non è uno slogan da cantare dai balconi solo quando ci troviamo in difficoltà.

Una cosa è certa: il turismo di prossimità è un altro dei modi in cui possiamo mettere alla prova la grande creatività italiana. Forse è giunto il momento di credere in noi stessi e nelle nostre capacità. Marco Mengoni direbbe:

Ce n’è bellezza guarda bene, anche se a volte non si fa vedere […]

Ecco, dobbiamo imparare a vedere, con gli occhi e con il cuore, e troveremo bellezza anche a pochi chilometri da casa.

Io, nel mio piccolo, credo un sacco nelle potenzialità dei nostri territori e infatti, alla mia regione sto dedicando gran parte del mio lavoro su questo blog. Oltre alle mini guide delle principali destinazioni turistiche, da oggi nelle Stories Instagram troverete dei piccoli racconti sui borghi pugliesi che visito, con tante foto e curiosità.

Non so ancora se e come andremo in vacanza, ma io ho intenzione di godermi la mia Regione e invito anche voi ad innamorarvi della vostra. Avremo tempo per scoprire il mondo.

Vi lascio il video della canzone di Mengoni che ho citato prima, come auguri per tutti noi. Buona vita, Italia.

Pubblicato da Angela Coscia

Guida Turistica abilitata e Travel Blogger. Mi considero una cantastorie e il mio scopo è quello di farci innamorare dei miei e viaggi e della mia terra, la Puglia, tanto da convincervi a ritornarci più volte. Scopri, Vivi, Ama e Ritorna.

11 pensieri riguardo “Turismo di prossimità: dove andremo nei prossimi mesi?

  1. Tornare a vivere e ad apprezzare la nostra bellissima Italia è una cosa bellissima e questa estate sarà l’occasione giusta per goderla lentamente e senza troppa folla. Borghi, parchi, centri meno conosciuti, luoghi che abbiamo vicino a casa e di cui non sappiamo nulla. Io sto iniziando a conoscere meglio la mia Lombardia

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  2. Io sono anni che parlo del turismo di prossimità (chiamandolo in altri modi) come di una grande opportunità per l’Italia e per noi stessi. Siamo davvero in grado di vedere ciò che abbiamo vicino a noi con gli occhi di un bambino? Ecco, quest’anno, come hai detto tu, possiamo iniziare a farlo…

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  3. Non so ancora se avrò le ferie ad agosto, probabilmente no, quindi mi limiterò a qualche weekend qua è là, tanto per cominciare. Vorrei proprio ripartire dalla mia regione e da alcune di quelle regioni italiane alle quali vorrei dedicare del tempo, innanzitutto il Trentino con un mini viaggio rilassante tra natura e buon cibo.

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