A Napoli sono stata due volte e ci tornerei anche domani. Mi ha conquistato il suo fascino e la sua anima vivace. Non credo ci sia nulla di paragonabile a Napoli nel mondo: la città partenopea ha un carattere forte, è una bella donna che ti seduce e poi ti lascia, una Malafemmina, parafrasando Totò. Vorrai evitarla, ma non potrai farne a meno. Questo è il destino di Napoli.

Oggi, per il Lunedì in Italia, vi racconto dell’ultimo viaggio ai piedi del Vesuvio, in questo articolo del 2019, quando mi sono lasciata travolgere dall’animo struggente del Rione Sanità, la vera Napoli.

Io che ho girato tutto il mondo…’o sole ‘e Napule nun l’aggia maje truvate a nisciuna parte!

Roberto Murolo

“Ero già stata a Napoli, ma in quel caldo sabato di fine febbraio sapevo che non sarebbe stata la stessa cosa. La giornata prevedeva un giro nel Rione Sanità, l’anima verace della città partenopea.

Sì, molti lo conoscono per fatti di cronaca che sono avvenuti negli anni in questo quartiere, ma a me questo onestamente non interessava.

Se vivessimo di pregiudizi rimarremmo chiusi in casa a chiederci come sarebbe stato se solo ci fossimo buttati.

Bene, la visita al Rione Sanità è stata magica, un’esperienza VERA, non costruita con abili strategie di marketing come avviene molto spesso nell’era del turismo 2.0.

Il Rione Sanità fu edificato alla fine del XVI secolo in una valle usata come luogo di sepoltura sin dall’epoca greco-romana. Ancora oggi sono visibili tracce importanti di ipogei ellenistici e catacombe paleocristiane. Io ho avuto la fortuna di entrare nel ventre di Napoli e visitare le catacombe di San Gennaro, chiamate così proprio perché pare abbiano ospitato le spoglie del Santo patrono di Napoli, prima che queste venissero traslate nel Duomo, dove sono tutt’oggi.

Ciò che rende grande questo luogo non è solo la sua importanza storico-artistica, ma ciò che c’è dietro. Dietro ci sono un gruppo di ragazzi che hanno realizzato un sogno, un sogno che sembrava impervio, quasi impossibile da realizzare.

La bellezza però può tutto. Può dare la forza di andare avanti e può infondere speranza anche dove sembra non ve ne sia. Così è nata la Cooperativa la Paranza, è nata dal sogno di ridare vita al quartiere partendo da ciò che di più bello ha, il suo patrimonio artistico e culturale. La cooperativa ha preso in mano le catacombe e le ha rese fruibili. Oggi accolgono tantissimi visitatori, circa 13000 lo scorso anno.

Si lasciano ispirare da questa frase di Sant’Agostino:

«La Speranza ha due bellissime figlie: lo Sdegno e il Coraggio di cambiare le cose così come sono»

Io volevo semplicemente ringraziarli perché hanno reso possibile tutto questo, grazie perché dimostrate che in Italia la gente volenterosa e brava c’è, bisogna solo saperla incoraggiare, grazie perché credete ancora nel nostro patrimonio culturale, troppo bistrattato e dimenticato, soprattutto dalla politica.

Ci avete chiesto di farvi pubblicità e io ho deciso di dedicarvi parte di questo articolo.

Il tour a Sanità è continuato tra le viuzze colorate del rione – super instagrammabili – per concludersi con la visita alla Basilica di Santa Maria della Sanità che onestamente descriverei con un “Mamma mia!”: scenografica, mozzafiato, capace di racchiudere una serie di stili e dettagli che in altri luoghi cozzerebbero uno con l’altro.

Dodici piccole cupole la sovrastano e la sua particolare pianta a croce greca la rendono una delle chiese più assurde che io abbia mai visitato.

Particolare menzione per la Maddalena in estasi di Luca Giordano, pittore napoletano di fine ‘600 che io amo particolarmente.

A pranzo, e questa volta non me la sono fatta scappare, PIZZA! Sì, lo scrivo in maiuscolo perché a Napoli la pizza è un simbolo, e non sto parlando per stereotipi.

Ho assaggiato la pizza della Pizzeria Oliva, sempre al Sanità: buonissima. Fateci un salto se passate per quelle parti.

Nel pomeriggio sono tornata nel centro storico di Napoli, patrimonio mondiale dell’umanità. Non c’è niente di paragonabile a quelle stradine, niente paragonabile ai suoni e ai sapori che solo Napoli regala.

Ho visitato il Duomo e il famoso Tesoro di San Gennaro e lì ho lasciato parte del mio cuore: credo sia l’emblema di quello sfarzo seicentesco napoletano che ha reso la città celebre in tutto il mondo.

E poi Napoli è San Gennaro, e viceversa: essere in quel Duomo significa sentirsi parte di un legame che attraversa i secoli e che va oltre la fede. Si parla di una sorta di appartenenza di sangue, un patto tra un popolo e il suo protettore. Qui avviene il miracolo del sangue di San Gennaro che diventa liquido, e, come dicono i napoletani, potete crederci o no , ma se il sangue diventa liquido è meglio, altrimenti sono guai.

Insomma, torno da Napoli con le batterie ricaricate e con la convinzione che questa città può permettersi anche di andare aldilà delle dicerie sul suo conto.

Perchè se è vero che “Vedi Napoli e poi muori” è il detto che va per la maggiore, è anche vero che io dopo poche ore a Napoli, vivrò con la consapevolezza che il bello salva tutti, che la città partenopea è un orgoglio nazionale e che Napoli si può solo amare, o odiare, l’importante è non essere indecisi, non c’è tempo per l’indecisione.

Vedi Napoli e poi vivi…felice!

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Colonna sonora di questo viaggio: Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, di Luciano Ligabue.”

Il viaggio virtuale a Napoli lo trovate sulle Ig stories di @ingiroconangela

0 risposte

  1. vedo che sei rimasta affascinata dalla mia Città. Vedi, Napoli è una Città dai mille problemi ma sa regalare tanta accoglienza e generosità. Sono molti i detrattori di Napoli ma a questi “signori” faccio sempre presente che napoli era Regno delle due Sicilie quando le loro terre erano sotto i vari signori. Napoli era il punto di riferimento della Cultura, dell’Arte….

  2. Sono stata a Napoli lo scorso anno a giugno, Napoli è una città che suscita mille emozioni. Sono rimasta molto colpita dalla Napoli sotterranea, bellissima visita!

  3. Napoli è tanta roba! Anch’io ho la sensazione di non averne mai abbastanza. Ci credi che ci sono stata tre volte eppure non mi sembra ancora di averla vista per bene? Mi piacerebbe dedicarle calma, un tour nella Napoli sotterranea, un altro caffè alla nocciola… Eh sì, vedi Napoli e poi vivi😉

  4. Assieme ai quartieri Spagnoli una delle mie zone preferite di Napoli. Rioni autentici, fatti di gente verace e di profumi che solo a Napoli riesci a trovare. Una delle città più belle d’Italia secondo me, penalizzata da pregiudizi che risultano essere davvero inesistenti.

  5. Mi piace molto l’idea che la gestione delle catacombe sia fatta dai ragazzi. Un modo per essere consapevoli del valore del proprio patrimonio artistico, per conoscere le proprie radici e per far conoscere il bello d Napoli e non solo i fatti di cronaca, al mondo intero

  6. Napoli deve essere uno splendore, ci sono stata solamente una volta ma veramente solo di passaggio, quindi ho visto proprio pochino. Ma prima o poi dovrò prendermi qualche giorno di tempo per visitarla con maggiore attenzione

  7. Sono stata a Napoli poco tempo fa. Inutile dire che a ogni visita c’è un addio triste e malinconico. Al di là di tutti i commenti e delle brutture, Napoli è una città di cui ti innamori immediatamente. E la voglia di tornare c’è sempre

  8. Che bella Napoli. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma non ci sono ancora stata!! E mi chiedo da sola il perché!! Devo assolutamente rimediare. I miei genitori ci sono stati due volte e mi hanno confermato che è stupenda. Quest’anno, se riesco, rimedio assolutamente!!

  9. Dall’itinerario presentato presumo tu abbia fatto il Miglio Sacro 🙂 L’ho fatto anche io 3 anni fa ed è incredibile quanto c’è da vedere in così pochi kilometri!

  10. Napoli è davvero magica: ha dei colori, dei profumi, degli scorci che trovi solo qui. Altro che morire dopo averla vista, c’è solo grande voglia di ritornarci!

  11. Sono assolutamente d’accordo con te, Napoli è una città unica al mondo. Sono stata tante volte, ma ogni volta, non posso fare a meno di tornare a Spaccanapoli, a San Gregorio Armeno, al Chiostro di Santa Chiara, alla Cappella di San Severo a vedere il Cristo Velato e al Vomero!

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