Castellabate
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Weekend a Castellabate, il paese di “Benvenuti al Sud”

Il fine settimana si avvicina e, anche se io resterò a casa a lavorare, voi potreste approfittarne per organizzare un bel weekend a Castellabate, il paese di “Benvenuti al Sud”

Io ci sono stata circa tre settimane fa e, come sempre, la Campania mi ha regalato emozioni fortissime. Tra le regioni italiane, è assolutamente una delle mie preferite e ci torno sempre molto volentieri. Questa volta ci siamo concentrati su una zona che non conoscevo affatto: il Cilento, Patrimonio Unesco Campano e grande area montana in provincia di Salerno. Le sue cime si riflettono su un mare blu scuro e questa dicotomia mare-montagna mi ha fatto letteralmente innamorare. Quindi se non avete preso impegni per l’ultimo weekend di agosto, o per i prossimi, vi conviene continuare a leggere questo articolo per avere qualche spunto su un weekend a Castellabate, il paese di “Benvenuti al Sud”.

Belvedere di Castellabate
Belvedere di Castellabate

Quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando parte

Dal Film “Benvenuti al Sud”

Castellabate: il paese di “Benvenuti al Sud”

Siamo partiti prestissimo da Toritto (BA) alla volta del mare blu del Tirreno, del quale sentivo la mancanza. Questa volta ci siamo spostati in macchina ed è stata un’idea vincente: appena arrivati ci siamo subiti accorti che il territorio Cilentano non ha grandi collegamenti via terra e le strade sono davvero strette. Senza auto non avremmo potuto raggiungere nemmeno il nostro hotel – di cui vi parlerò più avanti.

La meta non è stata scelta solo come destinazione per un semplice weekend. Il nostro primo stop infatti è stato a casa di una mia cara amica che è diventata mamma da poco e che vive proprio a Castellabate. Ho capito subito che questa zona d’Italia mi avrebbe conquistata. Amo i luoghi dove il connubio tra mare e terra si sente forte. E qui le basse montagne cimentano cingono il mare in un strettissimo abbraccio.

Conosciuta la piccola di casa e salutati i miei amici, ci siamo recati al nostro alloggio per il weekend a Torchiara, paesino arroccato fra i monti del Cilento.

Nel pomeriggio finalmente Castellabate. Il borgo di circa 10000 abitanti è diventato famoso qualche anno fa grazie al simpaticissimo film di Alessandro Siani e Claudio Bisio, “Benvenuti al Sud”, in cui un impiegato delle poste milanese si ritrova catapultato al Sud e, dopo alcuni giorni di smarrimento, se me innamora follemente.

Il film ha reso Castellabate uno dei luoghi più visitati della Campania, a ragion veduta, direi, vista la sua innegabile bellezza. Il cinema aiuta molto le destinazioni, soprattutto le meno conosciute. Castellabate è Patrimonio Unesco dell’umanità sì, ma senza “Benvenuti al Sud” nessuno la conoscerebbe.

Vicoli di Castellabate
Vicoli di Castellabate

Castellabate: un po’ di storia

L’intero nucleo abitativo di Castellabate si sviluppa intorno al Castello dell’Abate,  fondato nel 1123 dall’abate Costabile, patrono della città, la cui festa cade il 17 febbraio .

Il Castello, di dimensioni notevoli, è ancora cinto da possenti mura e si staglia su quello che sembra il punto più alto della città. Ticket d’ingresso: 1€.

Secondo la tradizione, fu proprio San Costabile Gentilcore a volerne la costruzione quando, elevato al titolo di abate della cittadina, decise di far erigere un maniero che sarebbe diventato la sede della più importante baronia del Cilento. A lui la città si è rivolta quando intorno al Seicento, bisognava cercare di respingere l’assalto dei pirati Saraceni già sbarcati al Pozzillo ed in procinto di invadere Castellabate.

San Costabile legò 2 fiaccole accese alle corna di un gregge di capre e queste, lanciate nei sentieri in discesa verso il mare, indussero gli assalitori a desistere dall’intento, credendo si trattasse di castellabatesi in difesa dei propri territori.

San Costabile è talmente importante per la città, che la sua immagine è stata posta anche sullo stemma cittadino e, tra i nomi maschili, Costabile è ancora uno dei più diffusi.

Scorrazzando fra i vicoli del borgo antico, durante il vostro weekend a Castellabate, il paese di “Benvenuti al Sud”, potreste imbattervi in una targa con scritto “Qui non si muore”. A quanto pare questa frase fu detta da Gioacchino Murat davanti al Belvedere di San Costabile dopo aver passato alcuni giorni nel paesino: l’ara salubre, il mare cristallino e la tranquillità lo rendono effettivamente un luogo bellissimo dove vivere.

Targa Gioacchino Murat
Targa di Gioacchino Murat

Castellabate: cosa ho amato di più del borgo?

  1. 1. La vista su Golfo di Santa Maria di Castellabate dal Belvedere di San Costabile al tramonto, quando il cielo si tinge di rosso e si iniziano ad accendere le prime luci della sera.
  2. 2. La Piazzetta, una piacevole terrazza sul quale si affaccerebbe l’ingresso di un fantomatico ufficio postale. La Posta qui non è mai esistita, in realtà, al suo posto si trova un bar, tradizionale punto d’incontro per gli abitanti di Castellabate.
  3. 3. La Basilica di Santa Maria de Gulia, con annesso campanile, uno dei più belli che io abbia mai visto in vita mia. La Basilica risale al XII secolo e sorge su i resti di una preesistente chiesa basiliana. La chiesa prende il nome, per aferesi, dal termine “aquila” perché il colle sul quale sorgeva, visto dal mare, sembra un’aquila posante con l’altero rostro rivolto a destra. Il nome potrebbe derivare anche da guglia, cioè cima, vetta.
La Piazzetta
Veduta da La Piazzetta di Castellabate

Castellabate: cosa e dove mangiare e dove dormire.

Il cibo campano, si sa, non ha bisogno di presentazioni. Però, se siete a Castellabate, non potete lasciarvi scappare i piatti tipici dell’Osteria Piazzetta 1123: qui ho assaggiato un’ottima acquasale, una insalata di pane, pomodorino giallo, mozzarella di bufala e basilico, un tagliere con salumi e formaggi cilentani e un delizioso involtino di pasta, zucchine e mozzarella.

Prima di tornare a casa, tappa d’obbligo al Caseificio San Salvatore, a Capaccio, per acquistare Mozzarella di Bufala Campana DOP, Latte di bufala e gelato di bufala. Mi piacerebbe tornarci per vivere una esperienza enogastronomica in questa bella azienda agricola. Magari lo farò, chissà.

Per il pernottamento, noi abbiamo scelto la Casa Vacanze Marò a Torchiara, a pochi chilometri da Castellabate. Un luogo citato di tutti i confort immerso nel verde del Parco Nazionale del Cilento, con tanto di giardino con alberi di limone, pavoni, galline e persino un gallo che cantava notte e dì.

Unica nota dolente: la posizione. La casa vacanze non è indicata, e se deciderete di soggiornarvi, sarebbe meglio mettersi bene d’accordo con la host perchè altrimenti potreste ritrovarvi a girare ore e ore sui monti senza una meta.

Acquasale
L’acquasale dell’Osteria La Piazzetta 1123

Allora, site pronti a trascorrere il vostro weekend a Castellabate, il paese di “Benvenuti al Sud”? Seguitemi su Instagram e Facebook per continuare a venire in giro con me.

Una delle scene cult di Benvenuti al Sud

Angela

Benevenuti nel mio blog. Sono Angela e sono una Guida Turistica, Tecnico del Marketing Turistico e Viaggiatrice instacabile.

Mi considero una cantastorie di Puglia e Basilicata e sono alla costante ricerca di tradizioni secolari e itinerari fuori dalle rotte. Con le mie visite guidate potrete scoprire la Puglia e la Basilicata piú autentiche.

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2 commenti

  1. Sai che anch’io avrei tanto voluto visitare questo paesino, ma senza mezzo mi sembra davvero difficile raggiungerlo. Un vero peccato perché mi ero innamorata della vista che offriva Castellabbate già dalle scene del film e che hai confermato anche tu.

  2. Io credo che da una destinazione così me ne tornerei a casa con la macchina piena di cibo, oltre che di bellissimi ricordi. Già quando avevo visto il film mi ero ripromessa di andarci ed ora me l’hai ricordato, grazie!

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